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Il riconoscimento dello Stato palestino è necessario per la pace nel Medio Oriente

Il Consiglio di Sicurezza della ONU si riunirà in due giorni e il mondo avrà l’opportunità di adottare una nuova proposizione che potrà segnare un cambio di direzione, dopo decenni di negoziazioni di pace fra Israele e Palestina: il riconoscimento dell’ONU allo Stato della Palestina.
Più di 120 nazioni del Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina hanno già offerto la loro adesione all’iniziativa, pero la componente della destra del governo di Israele e degli Stati Uniti si sono opposti. Una enorme pressione dell’opinione pubblica internazionale potrebbe convincerli a votare a favore di questa opportunità che porrebbe fine alla occupazione israeliana. Le negoziazioni di pace portate avanti dagli Stati Uniti, che sono durate decenni, hanno fallito, mentre Israele continua a mettere nelle carceri il popolo palestinese, confiscando le loro terre e bloccandoli nel loro intento di convertirsi in uno stato politicamente sovrano. Il Principato West Antarcticland si unisce alle richieste agli Stati Uniti e ai paesi lider dell’Europa perché si produca un immediato riconoscimento dello Stato Palestinese. Questa petizione legittima, non violenta, viene fatta a tutti i cittadini del mondo con la speranza che si faccia una proposta forte e contundente.
Il Principe di West Antarcticland, Sua Altezza Giovanni Caporaso Gottlieb invita tutti i suoi cittadini a inviare una mail o un fax all’Ambasciata degli Stati Uniti nel loro paese di residenza, richiedendo l’immediato riconoscimento dello Stato della Palestina. La maggior parte della popolazione da ambo le parti del conflitto, è d’accordo su un punto: la miglior maniera di raggiungere la pace è il riconoscimento dei due Stati. Nonostante questo, i diversi tentativi di negoziazione portati avanti fino al momento si sono indeboliti a causa degli episodi di violenza verificatisi da entrambi le parti, pero soprattutto per i multipli insediamenti israeliani nel territorio della Cisgiordania e per il blocco degli aiuti umanitari a Gaza. L’occupazione israeliana ha ridotto e frammentato il territorio dei palestinesi e ha cambiato la loro vita diaria in un incubo.
Le Nazioni Unite, il Banco Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale recentemente hanno annunciato che i palestinesi già si sono convertiti in uno Stato indipendente, pero il maggior ostacolo al loro obbiettivo è l’occupazione israeliana. Incluso il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto la fine dell’espansione territoriale israeliana e il ritorno alle frontiere definite dall’accordo del 1967, relazionato con gli intercambi di terre; tuttavia, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reagito in maniera violenta: il suo messaggio di non cooperazione non avrebbe potuto essere più chiaro. Il riconoscimento a uno Stato palestinese è la risposta imprescindibile per la tanto desiderata pace nel Medio Oriente.